Sarah era una bellissima ventenne nordica, alta, bionda, educata e….molto corteggiata. E lei, così come le è stato instillato da generazioni, selezionava attentamente i ‘fidanzati’ con cui di tanto in tanto doveva uscire, iniziare a frequentarsi. Prima di tutto, lui doveva essere (abbastanza) di bell’ aspetto, essere un po’ più alto di lei (macchè, scherziamo, lei era alta e bella, non poteva farsi vedere in giro con Shrek), ma soprattutto lui doveva potersi permettere i migliori ristoranti, locali, i posti esclusivi per le vacanze….insomma….doveva avere anche un certo tenore economico. A Sarah non interessava un giovane, un uomo comunque, ma quel principe azzurro delle favole, quel bel miliardario tipo Pretty Woman, quel Abramovich che la portasse in vacanza sul suo lussuosissimo yacht, il manager o l’imprenditore di successo al quale lei possa dare luce con la sua bellezza, il suo portamento, il suo essere spigliata e parlare tre lingue. Insomma, lei non è mai uscita con un ragazzo qualunque da incontrare al McDonalds e mai lo farà. La sua nonna, le zie, mamma e papà le avevano sempre detto, fin da piccola, che una donna deve essere di bell’aspetto e deve avere un’educazione per sposare, al momento giusto, il marito giusto.

E quel momento arrivò. Ad una festa un imprenditore nota una bellissima ragazza bionda e se ne innamora, la insegue, la corteggia, si fidanzano, vanno in giro per il mondo insieme, si sposano.

Sarah era la moglie perfetta, sempre bella e ben vestita, era perfettamente a suo agio a Parigi o a New York, sapeva benissimo come indossare i tacchi e come toglierseli, era sexy, simpatica, piaceva molto anche agli amici del marito e certe volte faceva sembrare insulse le mogli degli altri. Lui, il marito, era quel tipo di uomo che si è fatto da solo, un self made man che al suo curriculum di successi doveva solo aggiungere la moglie trofeo. La amava? ‘ Ma sono domande da fare?? E’ mia moglie e basta !’

Così cominciò, con i fuochi d’artificio, il loro matrimonio, per diventare piano-piano una qualsiasi relazione di routine, certo, vissuta in una cornice di lusso e benessere, ma, col passare del tempo, questo marito che ha voluto una moglie Barbie, ha dimostrato di essere anche attratto da signore anche meno fini di taglia, di gusti estetici e di …livello. L’imprenditore ,tipo in gambissima, danaroso, self-made man, apprezzava anche la signora delle pulizie, la prostituta o, banalmente, qualche sua impiegata, non necessariamente bella, ma dall’uso facile, senza bisogno di istruzioni.

Così a poco a poco, Sarah si rese conto che le favole non sono poi così favolose, quanto meno non sempre, ma, tra alti e bassi, andarono avanti per anni. Ogni volta che lui dimenticava di essere un principe azzurro, Sarah diventava un po’ più triste, man mano che gli anni passavano, Sarah imparò che la favola aveva un costo e che si poteva piangere amaramente anche al bordo di una favolosa piscina in una meravigliosa villa. Il fiore che era Sarah iniziò a sfiorire, man mano che ‘le piccole incomprensioni’ si ripetevano, man mano che il matrimonio di Pretty Woman si stava trasformando in una relazione tossica. Dopo un po’ di psicofarmaci e psicoterapia, Sarah si rende conto che il suo matrimonio era solo più una bella facciata per le cene in società, ma, finito l’evento, tolti gli abiti da sera, Sarah tornava in una bellissima casa vuota, dove lui non rientrava fino al giorno dopo senza dare spiegazioni. E Sarah sfioriva, sfioriva ancora………….Ad un certo punto era arrivata al punto più basso della sua esistenza. Gli abiti firmati non riuscirono più a coprire bene un corpo consumato dall’anoressia, dietro gli occhiali da sole Chanel si celava lo sguardo perso della depressione, nella sua camera da letto, oramai separata da quella del marito, per prendere sonno mandava giù, tutte le sere, overdose di psicofarmaci.

Sarah era chiusa, prigioniera nella sua gabbia dorata. Agli occhi degli altri, lei aveva il marito perfetto, la casa perfetta, la vita perfetta. Fortunata. Solo lei che si ostinava a non capirlo. Così dicevano la suocera, la mamma, le amiche. E lei continuava a dimagrire ed a buttare giù psicofarmaci. Dopo un bel pezzo, il marito si accorge che Sarah ‘non è in forma’ e le dice : ‘Cosa c’è che non va? Ti ho appena regalato quel gioiello prezioso che ti piaceva. Non sei contenta?’ No, Sarah non era contenta. Non era felice. E questa cosa doveva finire. Raccogliendo tutte le sue forze, decise di prendersi una pausa da quel marito perfetto, da quella vita perfetta.

Una domenica mattina, dopo l’ennesima ‘incomprensione’ con il marito, caricò un sacco dei suoi bei vestiti sulla sua auto, alcune delle sue costosissime borse e alcuni gioielli, fece salire l’adorato cagnolino e partì.

 

Con le lacrime agli occhi, prima di avviarsi sul vialetto che portava fuori dalla proprietà, Sarah rivolse un ultimo sguardo al marito, ma lui aveva già chiuso il capitolo ed era impegnatissimo in una telefonata. L’auto di Sarah varcò il cancello e proseguì come una barca alla deriva, senza meta, sull’autostrada di una nuova inconcepibile vita. In un attimo la favola è svanita e Sarah si è trovata in mezzo alla strada (letteralmente), senza un lavoro e senza una casa. A parte alcune cose sue, personali, è vero, anche belle e di valore, Sarah era una barbona di lusso, tutto quello di cui aveva usufruito nella vita, la bella casa, la carta di credito, i pezzi d’arte e i mobili di antiquariato……era tutto di lui. Lei non possedeva niente. Era sola, al volante della sua auto, con i vestiti e con il cane, senza un lavoro, senza una casa, senza una vera famiglia………….Sarah, la donna Barbie, era uscita fuori dalla favola, piombata nel mondo reale. Ad aiutarla, solo le sue pillole……….

 

 

 

Shop su Village Italy Shop | Abbigliamento e accessori Made in Italy Village Italy 😉